Sotto Il Vulcano


Gaetano Zito, lo storico, l'archivista, l'intellettuale, l'amico e l'uomo di fede

Il vicario episcopale per la Cultura dell'Arcidiocesi di Catania appena scomparso lascia un vuoto incolmabile ma, soprattutto, un'esperienza brillante e ineguagliabile

Martedì 08/10/2019



CATANIA - Un catanese se n’è andato.

Con la scomparsa di Gaetano Zito perdo un amico sincero, una persona buona, un prete in gamba, un intellettuale entusiasta e infaticabile, un sostenitore di Catania, dei suoi cittadini, della sua storia.

Un altruista.

Un rigoroso e rispettoso tutore dei beni ecclesiali, della dottrina e della Storia della Chiesa.

Un infaticabile operatore del dialogo.

L’uomo, a volte, sorprende se stesso nel vivere una esperienza sincera, importante, non comune.

Ritengo sia stato proprio così per lui.

Molti, oltre ai suoi tanti studenti, sapranno portare avanti la validità di quegli insegnamenti talmente bene trasferiti da apparire semplici da far propri e il suo ineffabile, personale esempio raccolto nel sorriso.

Sei stato un sostenitore tra i più assidui, sempre garbato e discreto.

Grazie per la tua amicizia, Gaetano.

Il Signore ti accolga e ti protegga nella Luce.

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Il pudore mi impedisce di scrivere, ancora oggi e nove volte e mezzo su dieci, un saluto, un epitaffio, la commemorazione o rappresentazione, attraverso le parole, del sentimento del dolore per un conoscente, un amico, un familiare appena scomparso.

Sui social non riesco, a volte, neppure per ricordare figure storiche del cinema, della letteratura, della musica o dell'arte in genere.

Così come le nascite, anche le morti, dovrebbero non prevedere la sovraesposizione attraverso un intervento che, fino a ieri, era cosa personale, privatissima, bisbigliata a colui o a colei che stava per lasciarci o stretta nello straziante e dignitoso abbraccio da offrire, e condividere, con gli affetti più forti dell'estinto.

Si dovrebbe restare custodi dei ricordi, ma la tendenza, quando si è onesti intellettualmente è, adesso, di offrirli alle genti, renderli appannaggio di tutti in una sorta di libro dei libri con milioni di autori e nessun avente diritto (o tutti); talvolta alcuni scrivono anche, e soprattutto, per farsi notare. Amen!

Le cose cambiano e anche questa è comunicazione, è partecipazione.

Ed il cordoglio che, in queste ore, si somma al dispiacere per la scomparsa di monsignore Zito da oltre un anno impegnato a combattere il "male del secolo" è talmente vasto che non potevamo che prendere e scrivere anche noi.

Perché si è condiviso tanto, perché c'è stato rispetto, adesione, attenzione e affetto sincero.

Tutto ciò premesso, per monsignore Gaetano Zito, 65 anni. Vicario episcopale per la Cultura dell'Arcidiocesi di Catania ho sentito di doverlo fare. E ho scritto anche sulla bacheca.

Adesso è il tempo per il blog d'autore che rimanda alla nostra già storica testata giornalistica.

È stato un prete giovane, Gaetano Zito, ordinato presbitero nel 1977 a soli 22 anni.
E poi, in un certo senso, era anche un amico di famiglia, anche compagno di studi di un eminente cugino. Di vista, poi col saluto, poi andandolo a trovare...sono trascorse quattro decadi.

Il talentuoso giovane prete era, però, persona molto al di fuori dal comune e quella devozione alla Chiesa, la sua capacità analitica, la propria, sempre più evidente e mai sbandierata Fede lo hanno accompagnato per quarant'anni di preghiera ma anche di crescente impegno religioso e civile, di capacità intellettuale talmente ampia, e di larghe vedute pure nel delicato settore del dialogo tra le differenti culture religiose, da farlo notare come persona carismatica e alta, di doti indubbie e enorme abnegazione.

Era talento vero: e da docente di Storia della Chiesa è stato apprezzato sia in Italia che all'estero.

Ho iniziato la mia ex carriera di giornalista al settimanale cattolico "Prospettive", foglio di certa rilevanza negli anni '80 e '90 che l'Arcidiocesi di Catania orientava attraverso l'Opera Diocesana Assistenza quando questa era retta, con fervore e personalistica impronta, da padre Calanna.

Raramente ma sempre con gioia seguivo padre Zito quando fu preside dell'Istituto Teologico San Paolo a Catania (poi Facoltà Teologica di Sicilia, mentre, al contempo, studiavo teologia al San Luca, sempre a Catania per un titolo di studio mai ottenuto nonostante i 16 esami superati con impegno). Con garbo, e a richiesta, mi dava preziosi consigli.

In più lui era nativo di Troina, storico e affascinante comune dell'ennese, dove per il primo anno stampai il "Sotto il Vulcano" (cartaceo).
Era il 1993 e una delle tipografie all'avanguardia, per tutto il Sud d'Italia, era proprio lì, arroccata sulle alte colline di Troina. Li si ergeva, ed opera, l'Oasi di padre Ferlauto (sacerdote e imprenditore geniale scomparso a 96 anni lo scorso anno) un esempio di eccellenza ed efficienza ineguagliata nell'isola.

Una storia di preti, giornalismo, comunicazione, cultura e poi, ancora, preti.

E non ho mai avuto tessere di partito, tantomeno della Democrazia Cristiana. Ma, gli incroci, mai casuali ma causali, non smisero mai di incasellarsi lungo un racconto, a brevi episodi, a incontri saltuari ma sempre significativi, arrivati ai giorni nostri.

Poi la rivista, e la casa editrice, crebbero conquistandosi una fetta di larga conoscenza in città, in provincia, in parte della Sicilia. Scrivevamo. Ci si incontrava con padre Zito negli anni del nostro arcivescovo Luigi Bommarito - anch'egli tornato alla casa del padre lo scorso settembre - ma uno più di tutti, tra questi uomini in tonaca (e non) conosciuti e a vario titolo e con differenti sfumature sempre apprezzati è stato e sarà ricordato come intellettuale arguto e profondo, servo di Dio e promotore degli uomini.

E questo non può che essere Gaetano Zito.

Ammalato da circa un anno, ha dovuto abbandonare i suoi impegni accademici e di studio e ha affrontato la malattia con serenità e coraggio. Tanto da continuare, ove possibile, a proseguire coi suoi progetti e con la disponibilità verso gli altri. Tanto da arrivare a rispondere, spesso, anche agli sms, ai WA.

Lui era a casa, o in cura alla clinica Morgagni. Si scusò, oltretutto, di non poter essere presente per i due eventi di fine giugno e fine luglio legati a #095FACESinSicily, l'ultima mia idea, augurando a me e al suo autore/artista il miglior successo. Dario non fotografò Gaetano che, per due volte, ci diede forfait: non c'era, non stava bene. Resta l'uomo, e l'amico, assente nel nostro "album di famiglia", nel mio primo volume di un'auspicata e programmata serie.

Tra il 2017 e il 2018 decine di incontri.
Lo disturbavo, su appuntamento, all'Archivio Storico Diocesano dove non smetteva mai di darsi da fare tra l'organizzazione di un nuovo evento culturale internazionale, la catalogazione di volumi preziosissimi, i suoi lavori su prossime pubblicazioni.
Nel frattempo trovava l'occasione per offrire supporto e fornire punti di vista attenti e preziosi per chi, innamorato della nostra Storia e della nostra Sicilia, teneva da conto il suo orientamento, la sua esperienza.
Mi seguì più d'una volta, quale sostenitore entusiasta ma sempre distinto e contenuto, in quel Palazzo della Cultura (Palazzo Platamone) dove fu, spessissimo, "dei nostri" e dove, di suo, era di casa e benvoluto...come in tutta Catania e altrove.

Gaetano Zito, nel corso degli ultimi lustri, ha svolto brillantemente diversi incarichi di primo piano, come quello di direttore dell’Archivio Storico Diocesano, di direttore della Biblioteca del Seminario Arcivescovile e dello Studio Teologico per oltre un trentennio.
Presidente dell’Associazione Archivistica Ecclesiastica (a carattere internazionale, con sede a Città del Vaticano), è stato altresì componente del Consiglio di Presidenza dell’Associazione Italiana dei Professori di Storia della Chiesa.


di Marco Spampinato (Tutti i diritti riservati © 2019 Spampinato/sottoilvulcano.net)



Al Cortile Platamone di Catania con Gaetano Zito davanti all'opera di Rasta Safari dedicata a sant'Agata (Foto US 2018)

La monumentale facciata della basilica di san Nicola l'Arena a Catania (foto Marco Spampinato/sottoilvulcano.net 2018)


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