Sotto Il Vulcano


Il vaffanculo del giorno. Da Marco Spampinato

Quando le istituzioni spronano ii furbi e i sopravvalutati è il momento in cui tu devi spronare le istituzioni a vigilare, a investire con maggiore oculatezza

Martedì 25/06/2019



TAORMINA (Messina) - Realizzare grandi eventi per avere - poi e sempre - “foto cagate e no video” è come mirare all’amplesso senza metterci il cazzo.

Pagateli i collaboratori che avete le istituzioni dalla vostra, dai! Il malloppo sia, almeno in parte, ripartito...imparate a vivere voi che ne avete l’agio economico. Fate muovere l’economia. Sostenete chi merita anche per un solo fine settimana!

Altrimenti saranno tutte chiacchiere, ipocrite, donate al vento che già vi schifava da molto tempo prima dell’ultima volta.

E basta con questa pezzenteria da sfoggio suicida sui social. Siete ributtanti.

Fa molto Catania anche quando siete fuori provincia o all’estero.

È inutile: provinciali, arripudduti, ripuliti, sgraffignatori, questuanti, postulanti, riti apotropaici, figli di qualcuno, arriviste quotidiane, arroganti a quattro palmenti, geni incompresi del quartierino, prime donne di quart’ordine, imbonitori seriali, critici d’orto bottanico, pigliainculo e bocchinare (entrambi di lungo corso) hanno ancora lo spazio più evidente ed eclatante in questa Sicilia del riciclo paraculistico dei “soliti ignobili”, uomini e donne da molto fumo e poco arrosto quando non da truffa organizzata, risaltante - anche se fortunatamente parziale - vituperio dell’Arte, della Cultura e dell’Identità.

Mediti, presidente Nello Musumeci.

Molti di quelli che le sorridono attorno in impeccabile outfit non dovrebbero essere in quel selfie insieme a lei.

Troppi, tra costoro, ancora ci depredano delle nostre sostanze e non sono - per certo - operatrici e operatori culturali né, tantomeno, ambasciatori della Sicilia nel mondo.
Ambasce e Tori. Forse. Sigari e preservativo, magari.

Pranzi, cene, pernottamenti, gite, ricchi premi e ‘sti Cojons.
Complimenti: la proposta è varia e avariata.

Poi noti le centinaia di progettualità originali e di livello messe in campo, e realizzate, direttamente dai siciliani uniti (senza istituzioni a supporto, a volte senza sponsor neppure) e ti rendi conto che volere è potere soprattutto dove albergano cultura e qualità umane.

Noi siciliani (e vadditi quando scrivo: Sici li ani) siamo un popolo, e una regione, con flebili, sottilissime speranze e tanti vituperanti leccaculo osannanti: un’orda di appestati clinici che, però, hanno diritto di parola e di voto.


di Marco Spampinato ( (c) 2019 Marco Spampinato/Sotto il Vulcano. Riproduzione riservata)



Marco Spampinato, editore, fotografato da Marco Benanti, giornalista e rompiballe; o viceversa (Foto Benanti/Sotto il Vulcano 2019)


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