Sotto Il Vulcano


#095FACESinSicily penultimo atto tra immagini e immaginazione

Strano ma vero: proprio a Catania il libro dei record coinvolge, ritrae, stampa e mette in mostra volti e identità

Sabato 15/06/2019



CATANIA - Il titolo effettivo, ed eversivo, di questo "pezzullo" dovrebbe essere: Dario Azzaro/Sibilla Cumana.

Così parlo il fotografo col quale ho già all'attivo 4 mostre e 1 libro oltre svariate centinaia di articoli in collaborazione giornalista versus fotoreporter: "Tu pensa a farmi arrivare a 400 scatti e poi vedrai ‘cazzo di fila fuori al portone! Scommetti che in tanti resteranno male per non aver aderito in tempo?”.

Sono passati 6 mesi e mezzo dal nostro inizio in quella che ho forzatamente definito la Power Station di Sotto il Vulcano, la mia casa editrice.

Dopotutto quella palazzina Liberty di pregio, edificata in piazza Trento, 12 a Catania dall’architetto Fichera nel 1904 ci riportava a casa (in piazza Trento, appunto) dove tutto ebbe inizio il 3 e il 4 novembre del 1993.

Oggi, invece, sabato 15 giugno 2019, ci impegneremo nella penultima seduta fotografica per un lavoro #095FACESinSicily che non è soltanto il libro che nascerà dalla mia idea originale ma, ormai, è divenuto il più alto esempio professionale dei tanti traguardi raggiunti nella sua carriera di fotoreporter da Dario Azzaro.

453 scatti già all'attivo dei quali 1/5 già "impaginati" in via pre definitiva. Tempi e lavorazioni rispettati. Un'idea semplice per una realizzazione tutt'altro che scontata o alla portata di chiunque.

Come spesso accade - per quanto concerne il fiuto nei gran finali e nei rapporti (e valori) umani - egli, il “Maestro” (“...Vaffanculo tu e gli altri, stronzi come te, che avessero anche solo l’intenzione d’affibiarmi ‘sto titolo di merda che non m’appartiene!”.) aveva presagito la concretezza di un crescendo in empatia, entusiasmi, partecipazione fono a giungere alla gloria per la prima fase del nostro lavoro.

Ancora aspetta la mia risposta - quel fumantino apparente dell'Azzaro -, con puntata di opposizione. Forse perché siamo ospiti di Wincity Ct. Ma io non punto più. E, comunque, mai contro di me.

Questi giorni, invece, sono di un valore umano e di un’intensità ed eccitazione indescrivibili. Lo anticipai su Facebook lo ribadisco, in maniera più precisa e meno sgrammaticata, in questo articolo.

Avremo modo, scrissi a naviganti, partecipanti, conoscenti, amici e curiosi di condividere la grande bellezza.

Giust’appunto.

Non foss’altro perché, incredibile ma – parrebbe – vero, nessuna casa editrice italiana ha, prima di oggi, proposto una edizione d’arte dove attraverso oltre 510 immagini pubblicate si ritraggono 495 volti.
E la prima parte della nostra impresa sta giungendo, davvero, a buon fine.

Restare umili, innanzitutto. Attendere la “prima” per capire se sarà buona. Provare a trovare un co-editore di caratura nazionale o, addirittura, internazionale per fare uscire dai confini un’opera che confini non ne ha, ne deve averne.

Per adesso abbraccio, in modo particolare, tre buoni amici: il “vecchio” Franco Di Blasi, il “nuovo” Carmelo Sergi, il “ritrovato” Pierluigi Reale.
Oltre a Marilena Marino, anfitrione impeccabile, manager che, prima di ogni altro, ha aperto le porte a una collaborazione rivelatasi proficua, fruttuosa, semplice e speciale.

Tutti gli altri protagonisti di questo manifesto corale di cui siamo, ognuno, tassello essenziale, restano un “unicum” insostituibile e disponibile, incisivo e irripetibile come, molto meglio di me, ha saputo scrivere uno che presto sarà, ancora una volta, letto, ammirato, apprezzato per lo stimolo che sa offrire al dialogo culturale e alla crescita sociale col suo eloquio, coi suoi scritti, con gli spunti e i dialoghi di vita interessandosi alla storia non solo di questa nostra Terra. Tino Vittorio, neppure casualmente, il curatore dello scritto introduttivo al nostro primo libro.

Era il 1993 e continuiamo a rivoluzionare i canoni di approccio alla quotidianità di informazione e culto per la comunicazione.

Si lo so, dovrebbero scriverlo gli altri. Ma me ne sono sempre fottuto e, oggi più di quando iniziai, posso permettermelo senza sfiorare ambiguità, arroganza o la tanto detestata, e detestabile, prosopopea di chi, spesso, i fatti, gli obiettivi raggiunti e superati, i sogni resi reali, i non comprende neppure cosa siano e a che servono.

di Marco Spampinato
(© 2019 Marco Spampinato/Sotto il Vulcano. Riproduzione vietata)



Groucho, l'alter, e Katia Cabanè in una pausa di #095FACESinSicily (foto Dario Azzaro per Marco Spampinato/Sotto il Vulcano 2019)


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