Sotto Il Vulcano


Se con un poco di zucchero la pillola non va giù

Riflessione semi-seria, ma assai preoccupata, di un uomo (poco) comune su malattia, causa, effetto, cura e medici poco credibili

Lunedì 03/06/2019



CATANIA - Oggi ho scoperto, per puro caso, che la terza causa di morte è dovuta agli errori dei medici.

La chiamano "malattia iatrogena", che è un modo carino per dire che crepi per mala cura del medico. Non c’entra la mala sanità, la disorganizzazione, il farmaco scaduto (...), è proprio il medico che sbaglia e ti manda all’altro mondo.

Non perché la malattia avesse un decorso mortale, ma perché il medico ha sbagliato la diagnosi, ha sbagliato la cura, ha sbagliato le dosi, non ha capito cosa avevi, ti ha dato una soluzione per un’altra e tu ci muori.

Ovviamente si può sbagliare, capita a tutti, ad ingegneri, idraulici, a tutti, ma se vai da un medico che si è preso la laurea per forza dello Spirito Santo, e questi ti prescrive la pillola in base a quello che gli suggerisce il rappresentante di medicinali (oggi si fanno chiamare "informatori medico-scientifici", e già fa ridere così) e crede agli oroscopi, è facile che poi ti prendi una scoppola.

Non per fare drammi, per carità, ma magari ognuno di noi può aver avuto un parente che entra in ospedale e non ne esce più, accanto alla maggioranza di medici bravissimi che invece ti salva la pelle, a scanso di equivoci.

Come distinguere tra i due?
Tra il professionista bravo e quello cane?

Non lo so, ma poiché la soluzione non è rivolgersi al dottor Google, o fare il medico fai da te, non conviene forse usare un minimo di buon senso quando si sceglie un professionista?

Noti che il tuo medico fuma? Ma dico come ti salta in mente di affidare la tua salute a uno che si avvelena? Ma sei scemo? Scappatene, no? Vai da un dietologo obeso? Che prescrive diete e poi mangia come il porco? Ma ti sei bevuto il cervello ad andare da lui? E quell’amica di mia moglie che scelse il ginecologo perché aveva un bello studio? Ne vogliamo parlare?

Ma quello studio lo avrà fatto un architetto, mica il medico, tanto vale farsi prescrivere la cura dall’architetto allora. Ma dico, che criterio è?

Non possiamo andare a scegliere il medico col cervello spento pensando che sia uno stregone che evocando i grandi spiriti ti dà le erbe che ti guariscono a colpo sicuro. Non è uno stregone, è un professionista; e il minimo sindacale è che viva in modo coerente con la sua professione.


di Marco Celeschi (© 2019 Marco Celeschi/Sotto il Vulcano. Riproduzione riservata)



La autopsia, olio su tela opera di Enrique Simonet (1890) - (Fonte della Rete 2019)


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