Sotto Il Vulcano


La musica di Stefano Bollani e il Lunedì dell'Angelo

Un concerto del 2009 a Milano, mai visto, la tastiera del IMac come fossero i tasti d'avorio ed ebano di un piano che suona per noi

Lunedì 22/04/2019



CATANIA - Grazie a Stefano Bollani e ai suoi maestri del ritmo. Questo concerto di bellezza, uno dei tanti che non ho visto nella mia vita, lo ascolto per crescere e sognare.
Dovreste farlo anche voi, oggi stesso.

È con questo intento che, mentre lo ascolto, lo dedico a chi incapperà in questo scritto.
Le note danzano e io picchetto sulla tastiera ritrovandomi a pensare alle mie esperienze, di chitarra o di penna, di bongos rubati dal componente della band che ci metteva la casa o di Angelo Folli che prese la scossa tra microfono e ringhiera elettrizzando la festa di compleanno.

E poi con passaggi, in moto, finalmente in auto, con taccuino, macchina fotografica, di anima linda e attiva e mente aperta confrontandomi con Paco De Lucia, Alirio Diaz, P.F.M., Banco del Mutuo Soccorso, Ivan Graziani, Massimo Urbani, Paolo Conte e tanti altri come Compay Segundo, B.B. King, Elvis Costello, Chick Corea, Dizzy Gillespie, Tom Jones e Carlos Santana, John Scofield e Massimo Genovese e poi Edoardo Bennato e Steve Hackett e decine di altri tra i quali Herbie Hancock e James Brandon Lewis.
Ammirando. Vivendo senza soluzione di continuità.

In un pub a suonare "assieme" come in un camerino per un'intervista, nella hall di un albergo centrale a bere, sorridere, accennare in un inglese errato e stentato oppure camminando lungo via Etnea cercando di spiegare, emozionare, partecipare della storia della città che diede i natali a Vincenzo Bellini, sotto il palco in visibilio, nell'incanto dei fan che vibrano anche fermi e muti così come in ultima fila a contemplare o urlare a squarciagola per farsi sentire ed essere "ragazzo del coro", entrando - accompagnato, ossequiato, scortato - in un teatro tenda dopo aver atteso invano, addirittura rischiando, stigmatizzando l'imbarazzo e la discussione - nella vana attesa del biglietto prenotato e messo da parte (in quale parte?), in altri casi a ricordare, a provare di suonare - dopo - a trascrivere, leggere, emozionare, condurre le note in versi per capire, per condividere, per conquistare.

La musica mi ha formato e mi ha aiutato a crescere e, c'è poco da fare, per vivere meglio si deve sapere ascoltare e suonare, suonare. Non sono i soldi, sono le anime e le loro propensioni, sono i caratteri e i buoni maestri che li possano forgiare coi loro divieti, con gli insegnamenti senza nulla trattenere, coi rimproveri e coi sorrisi. Senza questo, mi spiace per chi si ostina, si resta poveri (in esperienza, nel merito e forse anche in spirito). Dedicato anche a quei genitori che sanno ben vedere quale futuro prospettare per quei figli che la musica la devono sapere ascoltare (tutta) e magari suonare...suonare.

Ah, questo concerto in video è anche dedicato a Dario Azzaro (quello di "minchie fritte" che dovrebbe suggerire l'opportunità, a LiveSicilia, di (s)cancellare l'intervista a Rosario Crocetta "il peggiore", il senza vergogna) giusto per precisare che non amo ascoltare e contemplare solo la musica di "gente che è già morta"...se solo potessi stare nella stessa stanza con Beethoven o Liszt, o Puccini, se potessi ammirare il maestro Toscanini nell'atto di dirigere!

Avaja, Decio, sono circostanze relative, distanze che possono essere ridotte se non, addirittura, annullate. Poi dici che filosofeggio ma ti sbagli, io metto in pratica, anche senza rendermene conto l'ho sempre fatto e ringrazio i miei buoni natali e chi mi ha assistito nella crescita per questo. Bisogna restare tre passi indietro e lasciare liberi di fare per completare, per ammirare il quadro d'insieme, per meglio offrire senza necessariamente tenere che a cadere e rialzarsi c'è un senso e anche il suo doppio, bisogna, dopo tanto scrivere, chiudere gli occhi e tacere per saper meglio insegnare.

Grazie a Dio per la buona sorte, a chi mi ha messo al mondo esattamente così come sono, a me stesso, nel libero arbitrio, per le scelte di percorsi agevoli o frastagliati.

Augurando - a chi legge e ascolta - una vita meravigliosa in opposizione di tante contrastanti brutture e saltuario, applicato, osceno orrore.

Buon ascolto!

https://www.youtube.com/watch?v=lmc7cRZUsqw

(riprodurre questo link, cliccare, ascoltare!)

Stefano Bollani, piano / Marco Pereira, guitar / Jorge Helder, double bass / Jurim Moreira, drums / Armando Marçal, percussions / Zé Nogueira, soprano sax / Mirko Guerrini, tenor sax / Nico Gori, clarinet

0. Intro - Folhas secas 0:44
1. Luz Negra 2:01
2. Segura Ele 6:56
3. Outra Coisa 11:00
4.Galatea 22:38
5. Il Domatore di Pulci 27:12
6. Caprichos do Destino 32:40
7. Na Baixa do Sapateiro 37:46
8. Trem das Onze 47:00
9. Tico Tico no Fuba 53:06
10. Samba e Amor 58:52
11. Nana 1:06:28
12. Ao Romper da Aurora / Choro Sim 1:13:47 (1:27:05)
13. Apanhei-te Cavaquinho 1:30:33
14. A Voz do Morro 1:36:26
℗ 2009 Ermitage
Recorded on July 23rd 2009, Festival di Villa Arconati

www.stefanobollani.com



di Marco Spampinato
© 2019 Marco Spampinato/Sotto il Vulcano (Riproduzione vietata)



Il pianista e compositore Stefano Bollani in concerto a Pietra Ligure (fonte della Rete)


< Indietro     











CONTATTI:





Confermando l'invio AUTORIZZI al trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR” e successivi aggiornamenti 2018.





I contenuti presenti su questa pagina dei quali è autore il proprietario Marco Spampinato non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all'autore stesso. E’ vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma. E’ vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore. © Marco Spampinato 1993 - 2018

Italica Service