Sotto Il Vulcano


La Santa Pasqua del Cristo Risorto

Una domenica quasi fredda per un sole interiore che risplende non soltanto nei cuori dei cristiani

Domenica 21/04/2019



CATANIA - Bisogna proprio riconoscerlo, se non ci fosse la scelta di campo, quella della "buona volontà", della preghiera rivolta anche per la salvezza di chi non ti è amico o, addirittura, accanendosi contro ti vuol essere nemico, non potremmo stare qui a scrivere di Pasqua, ovvero "passaggio".

Rinascita, anche, nella accezione letteraria o spirituale che vogliamo attribuirle quando pensiamo alla vicenda terrena di Gesù di Nazareth.

Potrei insistere, essere convincente, argomentare per quanto "sento" o, per quanto poco ho letto o ascoltato.

Ma non sono un teologo. Neppure un filosofo o un sociologo.

E poi, anche oggi, in questa domenica catanese quasi fredda ma che offre il calore interiore del sapersi mai soli a tutti coloro che rispettando la vita nutrendo rispetto per sé stessi e per gli altri, sono comunque morti, ammazzati, a centinaia.

La festa è amara. La riflessione necessaria.

Fanno notizia gli uccisi, i massacrati di Colombo, in Sri Lanka. Ma, altrove nel mondo, dei cristiani, degli ebrei, dei musulmani, degli uomini in quanto tali, si muore. Anche in maniera più atroce e insensata, violenta, per volontà di chi agisce per il male, di quanto non si possa immaginare.

Siamo viandanti, e ogni luogo in questo pianeta è un incrocio.

Alcuni, poi, sono più pericolosi di altri. Mai a caso.

Così, con ancora fresca e soave l'immagine della "Messa di mezzanotte" partecipata nella parrocchia catanese del Crocifisso dei Miracoli, in quei momenti del rito che dall'oscurità ci riporta alla luce dell'esistenza, alla risurrezione del Cristo redentore, ecco che mi balza alla mente una sottolineatura che, in precedenza, non avevo ancora notato.

Oggi ascolto, dal Papa Francesco, leggo, ascolto ancora da altri che in senso teologico e per la fede, storico e per il credo dei cristiani (ma non solo): Egli è risolto VERAMENTE.

Ma la "Verità" è un concetto aulico, filosofico, morale, non solo linguistico che appena sfiora il mondo degli uomini. Essa è oltre, onnicomprensiva, catartica e illuminante. Perché questa sottolineatura?

E allora, più prosaicamente, credo che il popolo di questi anni, così confuso, superficiale, felice e impoverito, forse abbia bisogno dell'altrui rimarcare per distinguere la speranza dalla notizia, l'informazione dalla burla, la certezza dalla "fake news", l'auspicio alla speranza dal dolore di una esistenza in parte sprecata ma sempre più spesso da altri ridotta ai minimi termini.

In senso lato è la speranza che non deve e non può morire.

In altra interpretazione questo giorno della Santa Pasqua può voler significare che il Bene vince, o deve vincere, sempre sul Male. Cosa che, restando nel semplice accenno, mi vede aderire del tutto a sostegno di una tesi di pulizia e Bellezza.

So che il mio amico quasi centenario non ne sarebbe concorde se potesse dire la sua a viva voce. E che poco o nulla c'è di appropriato e da poter collegare nell'immagine che accompagnerà questo scritto rispetto al suo contenuto ma mi andava di legare queste righe offerte ai nostri affezionati lettori al pensiero di chi non c'è più, tra i non pochi amici che mi hanno preceduto, e alla preghiera per tutte le anime, specialmente quelle degli innocenti; le anime di esistenze interrotte e ignare di essere trapassate violentemente, ingiustamente.

Sarebbe bello rendere omaggio a te, Enzo Apicella - che ti incazzavi a essere definito "maestro" - nel giorno del tuo compleanno. Sarebbe un giugno romano di grandi aspettative. Rivoluzionario. Come fu Gesù per noi, in vita, come continua a esserlo per chi crede. E per chi, ostinatamente, desidera salvarsi.

È essenziale ossequiare la propria vita permettendole, ogni volta che si muore, una più luminosa, positiva, propositiva e potente rinascita. Fatelo anche voi. Ne avete facoltà e possibilità, potete crederci.


di Marco Spampinato
© 2019 Marco Spampinato/Sotto il Vulcano (Riproduzione vietata)



Il disegno, e commento, originale di Enzo Apicella per l'ultimo logo di Sotto il Vulcano (Proprietà Privata Marco Spampinato 2012)


< Indietro     











CONTATTI:





Confermando l'invio AUTORIZZI al trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR” e successivi aggiornamenti 2018.





I contenuti presenti su questa pagina dei quali è autore il proprietario Marco Spampinato non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all'autore stesso. E’ vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma. E’ vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore. © Marco Spampinato 1993 - 2018

Italica Service