Sotto Il Vulcano


L'Uomo e gli Animali. Parte prima.

Nella Domenica delle Palme uno spunto di riflessione in quattro parti sul Creato e sul rapporto, e il debito, tra gli umani e le altre creature

Domenica 14/04/2019



CATANIA - Gli animali e la loro pervasività.

Essi sono membri delle nostre famiglie, sono cibo, sono strumenti per la ricerca e vittime inconsapevoli delle nostre politiche di sviluppo.
Per dirla con Charles Darwin, sono nostri “fratelli, compagni e schiavi”.

Sono pienamente convinto che un’analisi il più possibile obiettiva sulla questione del rapporto tra l’uomo e gli animali necessiti disancorarsi da sentimenti d’amore o compassione che siamo, spesso per esperienza di vita, indotti a provare verso di essi.

Al contrario, l’analisi sia conseguenza di una rigorosa applicazione di precisi criteri filosofici. Quello che conta nel dibattito non può e non deve essere un interesse personale o un’inclinazione soggettiva: ne conseguirebbe una “discriminazione arbitraria” del tipo: il cane sì, la mucca no; il passerotto sì, il maiale no.

L’amore, la simpatia o la compassione sono spesso fallaci e fatali perchè capaci di inquinare alla fonte qualsiasi ragionamento obiettivo e fondato: ci farebbero trattare con affetto e cura il nostro micio, rendendoci incoscienti della sofferenza patite dall’animale contenuto nei suoi croccantini.

Le vite di numerosi animali sono contenute nella maggior parte delle sostanze destinate al nostro uso quotidiano, che per essere considerate “sicure” devono passare l’esame di numerose sperimentazioni che ne escludano la tossicità.

Alla fine di queste prove, con tutta probabilità, gli animali moriranno a causa delle sofferenze loro inflitte dalla pratica, o verranno soppressi comunque, in conformità a precisi protocolli.

Della presenza del sacrificio di innumerevoli animali nelle sostanze con cui veniamo quotidianamente in contatto ne siamo solo parzialmente consapevoli; spesso non lo siamo affatto.

Non è, dunque, azzardato affermare che gli animali sono tra noi, ovunque.

Ciò che ci sfugge non è solo la pervasività della loro presenza nelle nostre vite, ma anche e soprattutto il fenomeno nella sua entità.

Sono tanti. Molti più di quanti oseremmo immaginare.
Nella sua storia plurimillenaria l’uomo non sarebbe ciò che oggi è (dal punto di vista comportamentale e biologico) se non avesse interagito con gli animali. Indubbiamente siamo umani grazie agli animali.

Sul pianeta Terra tutti gli esseri viventi interagiscono con altri diversi dalla propria specie. Alcune di queste relazioni appaiono più dirette ed evidenti (come quella che lega, ad esempio, un predatore alla sua preda); altre meno.

Tuttavia, quelle che l’uomo intrattiene con altre specie presentano tratti del tutto peculiari. La particolarità è rappresentata in maniera esemplare dalla pratica della domesticazione. Gli uomini sono gli unici esseri viventi a tenere altri animali confinati e a modificarne i comportamenti secondo i propri interessi.

Anche se – bisogna sottolinearlo – altre specie viventi (molto poche) hanno comportamenti simili. Alcune formiche, ad esempio, allevano nella propria colonia afidi a scopo esclusivamente alimentare.
Questo dato evidenzia la natura del tutto biologica e non intenzionale delle origini della pratica della domesticazione.

Il sistema di reciproche interazioni che caratterizza tutti gli esseri viventi implica che gli stessi si modifichino vicendevolmente in una sorta di adattamento reciproco, sintetizzabile nel concetto di “coevoluzione”.

Le relazioni di coevoluzione possono essere di tipo agonistico o di tipo mutualistico.

In una del primo tipo la specie predatrice tenderà ad evolversi sviluppando sempre più le caratteristiche che le consentano di cacciare efficacemente (ad esempio velocità, artigli più acuminati, chele più grosse...), mentre la preda tenderà a sviluppare difese idonee a sfuggire alla predazione (pensate al mimetismo, al guscio più robusto, al rilascio di sostanze tossiche per dissuadere il predatore dall'attacco...).

Una coevoluzione di tipo agonistico tende a configurarsi come una sorta di "corsa agli armamenti".

Di opposta natura sono, invece, le coevoluzioni di tipo mutalistico. In queste, infatti, gli esseri viventi si adattano per una reciproca convenienza.

Caso paradigmatico di domesticazione è quello dei bovini. Da un certo momento in poi della storia dell’Homo Sapiens, esemplari più docili sarebbero stati confinati in spazi chiusi sotto il controllo degli esseri umani. Foraggiati ed accuditi.

Certo, per detti animali la moneta di scambio per queste cure era il rischio (spesso la certezza) di essere abbattuti. Tuttavia, dal momento che la loro vita era più protetta ed agiata e l’uccisione avveniva dopo uno o più cicli riproduttivi, ciò è per essi risultato indubbiamente un vantaggio.

I dati sono schiaccianti: in termini di biomassa oggi sulla Terra i vertebrati domesticati sono venti volte i vertebrati selvatici.

Ad un certo punto della storia, questa coevoluzione mutualistica ha acquisito i caratteri intenzionali e sistematici, modificando anche i comportamenti dei bovini.
Ma la coevoluzione mutualistica ha anche cambiato profondamente le abitudini dell’uomo, trasformandolo da cacciatore a stanziale.

La stanzialità e l’uso alimentare sistematico e intensivo degli animali migliorarono sensibilmente le sue condizioni di vita, incrementandone, altresì, la durata.

L’allungamento della vita e la diminuzione del tempo dedicato a procacciarsi il cibo e dei rischi per l’incolumità che conseguivano alla caccia consentirono, inoltre, lo sbocciare della trasmissione culturale e la diversificazione delle attività umane.

Il loro ruolo non può considerarsi contingente o occasionale: la pervasività nelle nostre vite ha condizionato fortemente il processo di civilizzazione e plasmato le nostre stesse capacità mentali.
Essi abitano la nostra cultura in svariati modi.

Sono stati i primi soggetti delle rappresentazioni artistiche, come nelle scene di caccia raffigurate nelle caverne.

Animale è l’aspetto di molte divinità religiose dell’antichità, ma anche di molte di quelle moderne.
Animali sono infiniti personaggi di fiabe e racconti per bambini; zoomorfi sono spesso i protagonisti delle più recenti forme di narrazione, fumetti e cartoni animati.
Senza la svolta della domesticazione la civiltà umana come la conosciamo oggi non si sarebbe mai sviluppata.

Ciò dimostra quanto siamo in debito con gli animali.

di Guido Minà (2019 (c) Marco Spampinato/Sotto il Vulcano. Riproduzione vietata)



Agnelli oziano dopo il pascolo (fonte della Rete)


< Indietro     











CONTATTI:





Confermando l'invio AUTORIZZI al trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR” e successivi aggiornamenti 2018.





I contenuti presenti su questa pagina dei quali è autore il proprietario Marco Spampinato non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all'autore stesso. E’ vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma. E’ vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore. © Marco Spampinato 1993 - 2018

Italica Service