Sotto Il Vulcano


Come i treni a vapore. Grandi numeri sulla carta ma la Sicilia del disagio è ferma

Il presidente del Comitato Pendolari Siciliani - Ciufer espone le sue perplessità sui piani di investimenti di Rete Ferroviaria Italiana Spa per la Sicilia

Martedì 26/03/2019



CATANIA - Da raddoppio a rattoppo: questo quanto previsto per il tracciato su rotaia della Catania-Palermo a differenza della Napoli-Bari AV/AC considerata strategica.

Che ben vengano le tante agognate infrastrutture in Sicilia ma è necessario una volta per tutte fare chiarezza, inaugurazioni a parte.
L’amministratore delegato di RFI, l'ingegnere Maurizio Gentile, ha più volte annunciato investimenti in Sicilia per 14 miliardi di euro.

Già si sogna di mettere da parte i disagi che per decenni, da sempre, hanno distinto - con picchi di assoluta indecenza - il servizio ferroviario in Sicilia e, come presentato in fase progettuale, ci si immagina delle locomotrici moderne che su linee rinnovate possano portare i viaggiatori a percorrere, anche su rotaia, la tratta Catania-Palermo in due ore grazie a treni capaci di raggiungere agevolmente e in sicurezza i 200 chilometri orari.

Come in buona parte delle regioni italiane.

Ma mai nessuno ha chiesto nello specifico a quali infrastrutture ferroviarie erano destinati questi investimenti.

Nella nota stampa di RFI Spa (di ieri, luned' 25 marzo 2019. Ndr), è strano che non si parli più dei paventati 14 miliardi, bensì di un piano di investimenti di complessivi 13 miliardi di euro per la realizzazione di nuove infrastrutture e per il potenziamento tecnologico della rete esistente.

Questi gli interventi degli 8 miliardi previsti, dichiarati nella nota stampa di Rete Ferroviaria Italiana:
- in corso: finanziati i 2,3 miliardi per il raddoppio diviso in due lotti - Giampilieri-Letojanni e Taormina-Fiumefreddo;
- programmati itinerario Messina-Catania-Palermo: Nodo ferroviario di Palermo, Linea Palermo-Messina, Velocizzazione Catania-Siracusa, Palermo-Trapani via Milo, Caltagirone-Gela e Ulteriori interventi.

Di questi lavori programmati desidereremmo conoscere, nel dettaglio, i piani di investimento e i relativi cronoprogramma. Ciò per fare chiarezza ed avere contezza una volta per tutte su questi 14/13 miliardi di investimenti acclarati in ogni conferenza stampa e/o inaugurazione mentre nella nota stampa di RFI Spa si parla solo di 8 miliardi.

Tenuto conto che sono infrastrutture già previste da oltre 15 anni nei vari contratti di programma tra Mit e Rete ferroviaria Italiana Spa.

In conclusione, tra gli svariati annunci che in questi ultimi anni si sono susseguiti e precisamente - alta velocità, velocità light e normale velocità - speriamo che almeno veda finalmente la luce la nuova tratta ferroviaria Catania-Palermo, anche se non sarà un raddoppio ma un rattoppo, a differenza della Napoli-Bari prevista anch’essa nello Sblocca Italia ma realizzata per intero. Ma si sa che quando occorre investire in Sicilia i tempi si allungano e diventa difficile trovare i finanziamenti. Chissà perché?

di Giosuè Malaponti

(c) Marco Spampinato/Sotto il Vulcano 2019 (Riproduzione riservata)



La cartina con la linea ferroviaria a scartamento ridotto in Sicilia (immagine Wikipedia)


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