Sotto Il Vulcano


Chuck Berry note, movenze, inventiva della musica, infinita, che ci gira intorno

Alla vigilia del film dedicato a Elton John, e dopo quello da Oscar, riservato a Freddie Mercury e ai suoi Queen, vogliamo ricordare il padre del R'nR che ci ha lasciati a 90 anni il 18 marzo del 2017

Domenica 24/03/2019



CATANIA - Se da un lato Charles Bukowski con le sue poesie, i suoi racconti ed i suoi romanzi rappresentò in modo crudo e schietto e senza tanti eufemismi una generazione intera di adolescenti irrequieti ed irrispettosi delle regole degli adulti come famiglia, lavoro, religone, Charles Edward Anderson, noto al mondo come Chuck Berry, lo fece a suon di musica e in modo più ironico.

E se il primo è accostato alla corrente letteraria del “realismo sporco”, il secondo rimane il mito-leggenda del rock’n’roll.

Certo è che entrambi riuscirono a fare breccia là dove né politica, né politicanti e nemmeno genitori riuscirono con una generazione che sembrava poter esplodere da un momento all’altro.

E non a caso, a proposito di Chuck Berry, il New York Times di lui scrisse: «Mentre Elvis Presley era la prima pop star del rock, beniamino delle adolescenti, Chuck Berry ne era il teorico e genio concettuale, l'autore che capiva cosa i ragazzi volevano ancor prima che loro stessi lo sapessero.».

Berry grazie all’aiuto di Muddy Waters, cantautore anch’egli e padre del Blues di Chicago, incise il suo primo singolo “Maybellenè” (che altro non era che un riadattamento del 1955 di una sua vecchia composizione dal titolo Ida Red), con la casa discografica Chess Records, riuscendo a rimanere al primo posto delle classifiche di R&B per ben nove settimane!

Da lì in poi la sua carriera di musicista rimase unica ed emblematica fino al 1959 anno in cui venne condannato a tre anni di carcere per aver introdotto negli Stati Uniti una ragazza minorenne. Ma rimangono indiscutibili ed eterni i suoi memorabili Roll Over Beethoven, Thirty Days, You Can't Catch Me, School Day, Johnny B. Goode e Rock and Roll Music. Successi che spinsero il Rolling Stone, autorevole periodico statunitense di musica, ad inserirlo al quinto posto dei 100 migliori artisti di sempre.

Di Chuck Berry si potrebbero narrare molte avventure e disavventure partendo dal plagio della sua canzone “Sweet Little Sixteen”, quella che i Beach Boys lanciarono sul mercato con il titolo di “Surfin’USA”, fino alle innumerevoli collaborazioni avute con mostri sacri del Rock: Eric Clapton, Keith Richard (Rolling Stones), Etta James solo per citarne alcuni.

Inoltre, sempre bene ricordarlo, tanti gli artisti che hanno riproposto i suoi pezzi: i Beatles "Roll Over Beethoven", i Rolling Stones "Come On", gli AC/DC "School Days" e perfino il mitico Jimi Hendrix con una memorabile versione di "Johnny B. Goode".

Tanti quelli ad aver citato il suo nome nelle loro canzoni: Red Hot Chili Peppers, Bob Seger, Meat Loaf, Kid Rock, ELO e perfino i famigerati Beach Boys!

E come dimenticare l’immortale “You never can tell””, canzone del 1964, ripescata da Quentin Tarantino per la scena della gara di twist (Uma Thurman in coppia con John Travolta) di “Pulp Fiction”.

È nato il 18 ottobre del 1926 e morto il 18 marzo del 2017. Nella sua esistenza straordinaria anche il numero-totem e tutte le definizioni possibili inclusa quella dello "Shakespeare del Rock" data da Bob Dylan.

Mi pare che con Chuck Berry, parafrasando una canzone dei Queen, “the show still goes on”!


di Cosmo Carrasco

(c) Marco Spampinato/Sotto il Vulcano 2019 (Riproduzione vietata)



Chuck Berry, uomo e celebrit`, mito e semplicit`, icona e fondamenta del Rock'n Roll (Fonte della rete)


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