Sotto Il Vulcano


Il grande balzo in avanti che Catania deve fare per uscire dalla crisi

Riconciliazione costruttiva del bene comune, l'auspicio di Francesco Attaguile

Martedì 18/12/2018



CATANIA - Francesco Attaguile, già sindaco della Città di Catania, indirizza anche a noi la sua riflessione - precedentemente pubblicata sul quotidiano La Sicilia, con una ricetta per uscire dal pantano della crisi che attanagli il capoluogo etneo, la Sicilia e il Mezzogiorno.

Noi pubblichiamo dando ulteriore visibilità al contenuto.
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La dolorosissima vicenda del default che si è abbattuto sul Comune di Catania non può essere affrontata solo con gli interventi di emergenza e di primo soccorso, meno che mai con le polemiche.

Illudersi che si faccia ripartire Catania con i pur sacrosanti aiuti per pagare gli stipendi, con i tavoli permanenti con i sindacati, i confronti serrati con i parlamentari o con la Regione o lo Stato, o peggio con gli scioperi generali, significa voler perdere altro tempo e allontanare la ripartenza.

Catania è la più grande città italiana non capoluogo di Regione e il Comune è sempre stato non solo erogatore di servizi essenziali, ma anche il centro propulsore culturale (con l’Università), economico (con le imprese) e sociale (con i sindacati e la Chiesa).

Non ci sono altre risorse, salvo l’operosità, l’inventiva e la tenacia dei catanesi nel ricominciare, anche dopo le distruzioni che ne hanno attraversato la storia, sempre superate con un corale sforzo di ricostruzione di tutte le categorie e fasce sociali.

Così accadde dopo il 1693 con la partecipazione della nobiltà, degli ordini religiosi e di tutti i cittadini che realizzarono insieme, a partire dagli scalpellini, la portentosa edificazione della Catania tardo-barocca patrimonio dell’umanità.

Al punto al quale è giunta la crisi economica e occupazionale -esplosa a Catania ma che interessa tutta la Sicilia e buona parte del Mezzogiorno- non bastano più i rimedi ordinari: occorre un sussulto straordinario, un colpo d’ala lungimirante, un progetto condiviso ambiziosamente utopico, che restituisca innanzitutto credibilità ed autostima alle classi dirigenti, mobilitandole per la sua realizzazione.

Prima di tutto la ricomposizione della governance territoriale che, ponendo fine al penalizzante vassallaggio rispetto all’accentramento regionale, redistribuisca l’autonomia, come nell’efficiente Trentino-AltoAdige, su almeno due "Province autonome" a potere legislativo (smantellando così anche il soffocante sistema burocratico-clientelare incrostato sulla Regione).

Riconosciuta così capoluogo propulsivo (come è già nei fatti per molti aspetti), Catania potrebbe pilotare il decollo della Sicilia orientale, ottenendo con i nuovi poteri le dotazioni infrastrutturali previste dall’UE, e mai consentite dall’Italia, con la realizzazione del riconquistato Corridoio 5 Helsinki-LaValletta della Rete Transeuropea (TEN-T), in costruzione per collegare il Baltico al Mediterraneo con ferrovie veloci, porti, aeroporti, strade, adeguati agli standard europei. Compreso il ponte di Messina, i cui benefici si proietterebbero su tutta la regione orientale fin dalla fase costruttiva (4 miliardi di lavori con 60.000 occupati e poi Catania-Roma in meno di 4 ore di alta velocità ferroviaria).

L’intera Sicilia orientale diverrebbe, con il porto di Augusta direttamente collegato a tutto l’entroterra europeo, la porta naturale ed immediata dell’interscambio con i nuovi poli dello sviluppo globale.

Le grandi crisi offrono l’opportunità per svolte epocali (ed anche le migrazioni fanno parte della voce opportunità), purché si abbia la volontà, il coraggio e la lungimiranza di superarle con un grande balzo in avanti, opponendo al declino, alla rassegnazione ed alle elemosine il ritrovato impegno di tutti in un’impennata di responsabilità collettiva, come accaduto anche di recente a Torino con 40.000 cittadini accorsi a sostenere lo sviluppo della loro Regione.

A quando in 40.000 in via Etnea per dare impulso alla nuova ricostruzione?


di Francesco Attaguile - già sindaco di Catania.



Francesco Attaguile, già sindaco della Città di Catania (Foto fonte della Rete, 2014)


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