Sotto Il Vulcano


Wladimir Pascali dalla Calabria a Catania tra pensiero, percussioni e produzioni musicali

La musica è il filo nascosto che, pur senza sorprese, lega tante esperienze di vita. Questa intervista esclusiva sarà ripresa e pubblicata su Sotto il Vulcano n.101

Sabato 15/12/2018



CATANIA - Wladimir Pascali, classe 1986, è un musicista calabrese "trapiantato" a Catania.
Ha da poco pubblicato il suo l'EP intitolato "Noise". Lo incontriamo nella sua abitazione-studio al centro di Catania.

SiV - A che età hai iniziato a suonare?
WP - "Ricordo che, da bambino, percuotevo qualsiasi oggetto mi passasse per le mani. Intorno agli 8, 9 anni, i miei genitori mi regalarono una piccola tastiera a batterie; passavo intere giornate cercando di riprodurre qualsiasi suono arrivasse alle mie orecchie".

SiV - Qual è il tuo strumento d'elezione?
WP - "Suono diversi strumenti anche per evidenti esigenze di produzione. Ad ogni modo, la batteria rimane lo strumento che sta alla base del mio processo creativo".

SiV - Ascolti musica classica?
WP - "Sì, la ascolto spesso; in particolare Mozart, Bach e Paganini".

SiV - Quali sono gli artisti o le band che hanno maggiormente influenzato il tuo approccio alla musica?

WP - "Sono davvero tanti. Sicuramente tutto il movimento rock degli anni 70; in modo particolare i Pink Floyd. Anche la new wave britannica ha certamente influito sulla mia formazione. Considero la prima parte della discografia dei Depeche Mode una pietra miliare nella storia del synth-pop degli anni 80. Per quanto riguarda gli artisti d’oltreoceano, ho sempre apprezzato la produzione dei Dreams Theater".

SiV - Recentemente ti sei occupato di produzione?
WP - "Mi occupo spesso di produzioni che riguardano la musica per immagini, colonne sonore per films e cortometraggi. Mi interesso anche delle produzioni di giovani cantautori".

SiV - Quali qualità deve possedere, oggi, un buon produttore?
WP - "Considero, oggi, il ruolo di produttore una figura fondamentale per la crescita musicale ed umana dell’artista. Ritengo, infatti che un buon produttore debba assecondare la creatività del musicista, evitando i facili richiami del "business" musicale".

SiV - Che ne pensi delle musica di oggi?
WP - "Credo che stiamo vivendo un momento critico in cui due tendenze, in conflitto tra loro, hanno preso il sopravvento. Da una parte ci sono musicisti che si limitano a riprodurre sonorità tipiche di epoche passate; dall’altra ci sono giovani che cercano di sperimentare nuove forme di espressioni ma che vengono soffocati da un atteggiamento “poco espansivo” del cosiddetto mercato".

SiV - Parliamo del tuo ultimo lavoro? Come è nato?
WP - “Noise” è il risultato di un lungo processo di ricerca e sperimentazione. L’idea generale nasce da un’esigenza specifica: quella di produrre musica senza l’utilizzo di strumenti musicali tradizionali, utilizzando soltanto campionamenti audio di qualsiasi rumore proveniente da oggetti di uso quotidiano (bicchieri,barattoli e posate), il tutto elaborato e condito con una massiccia dose di effetti di ogni genere. Il risultato è un mix di sonorità dark e di atmosfere oniriche".

SiV - Hai pubblicato il tuo album usando "Nufaco", puoi spiegarci, rapidamente, di cosa si tratta?
WP - "Si tratta di un innovativo supporto discografico (card munita di chip come un comune bancomat) che, a contatto con lo smartphone, consente la riproduzione dei brani musicali.
Viviamo in un'epoca in cui i musicisti, nella stanza di casa, registrano un intero album usando un pc. La funzione sociale della musica ha preso gran parte del suo valore?
Bisogna prendere atto che le nuove tecnologie consentono la realizzazione di ottime produzioni anche in “home recording” e con budget enormemente ridotti. Questo però, a mio modo di vedere, non è un aspetto negativo, in quanto qualsiasi musicista, pur non avendo alle spalle nessuna Major, può attraverso l’uso del web arrivare ad una enorme platea di utenti con un semplice "click".
Ritengo indispensabile, invece, che la musica non debba perdere il ruolo sociale che ha sempre avuto. Il confronto diretto tra musicisti è fondamentale. La musica deve rappresentare un'occasione di incontro, senza pregiudizi ideologici, sociali o di altro genere".


Intervista esclusiva di Antonio Di Paola
(potrete leggerla prossimamente anche su Sotto il Vulcano n.101)



Wladimir Pascali, musicista, autore e produttore musicale (foto Di Paola 2018)


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