Sotto Il Vulcano


Le giovani vite spezzate a Corinaldo in attesa di un concerto mai avvenuto

La mente è un filo di capello e, ogni tanto, va pettinata. Ma è atroce dover piangere cadaveri laddove sicurezza e controlli dovrebbero garantire il divertimento e la vita

Lunedì 10/12/2018


DAL WEB - I fatti di Corinaldo, in provincia di Ancona hanno messo sotto choc un intero Paese.

Quanto avvenuto, rappresenta un'assurda strage, come quasi sempre evitabile.

Il fatto di cronaca nera che ha emozionato tantissimi italiani anche per via della giovanissima età delle vittima, ha visto lievitare l'ondata di indignazione mista a cordoglio per le vite spezzate in una serata da incubo così come ha messo sotto la lente d'ingrandimento non soltanto l'organizzazione e la sicurezza dei locali dove erano stipati centinaia di ragazzini in attesa del loro "idolo".

Nel rapido giro di pochi giorni, è lo "spray urticante" (originariamente nato per permettere alla vittime di un aggressione di difendersi dal ladro, come dal malintenzionato) - che ha generato il panico dal quale sono scaturite le atroci morti - a divenire il letale protagonista per quell'uso dissennato e scellerato che già lo aveva visto utilizzato a danno di inconsapevoli nella tragica serata di piazza San Carlo a Torino durante la partita Juventus-Real Madrid; e anche lì c'era scappato il morto.

Nel frattanto, a Paternò, in provincia di Catania, un'altra orribile tragedia familiare - l'ennesimo, probabile, caso di omicidio-suicidio, coinvolgeva un padre che arma la mano contro la moglie arrivando all'aberrazione di spegnere anche le innocenti vite dei due bimbi della coppia prima di porre fine alla propria esistenza.

Cronache di ordinaria follia tra la "casualità", e la deriva sociale che produce devastazioni quotidiane.

Senza falsi moralismi, senza ergersi a censori, senza pretendere di avere una soluzione a qualcosa di così tanto sconvolgente da dover essere trattato, per forza, anche negli spazi virtuali del nostro sito pur se non ci occupiamo di cronaca per una precisa, e ovvia, scelta editoriale.

Ma non scriverne, no, non si può.

Lo facciamo, al contrario di quotidiani e periodici di carta e su internet senza neppure ipotizzare di pubblicare una foto delle vittime. Per noi è semplice rispetto. Una delicatezza dovuta perché non desideriamo porre l'accento sul tanto di negativo che già ci attanaglia; sulla spasmodica curiosità, quella che genera altri mostri tra i campioni di indifferenza come tra i "leoni da tastiera". E, per questo intervento che abbiamo voluto far emergere tra le migliaia di note su FB, lasciamo il nostro segno ricordando i nomi, e le età, delle povere vittime di Corinaldo, in loro memoria:

Asia Nasoni, 14 anni di Senigallia; Daniele Pongetti, 16 anni di Senigallia; Benedetta Vitali, 15 anni di Fano; Mattia Orlandi, 15 anni di Frontone; Emma Fabini, 14 anni e Eleonora Girolimini 39 anni, entrambe di Senigallia.

di Marco Spampinato

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Sono andato per curiosità sul sito di Sfera (l'artista atteso per il concerto prima che, a Corinaldo, avesse luogo la strage di ragazzini. Ndr. ), volevo capire chi fosse, che storie ha dietro, se proprio non ha alcuna responsabilità sull'accaduto.

C'è ancora il suo calendario dei concerti : pensate il venerdì 7 dicembre ha presentato il suo album a Milano alle 14, poi è andato a Rimini dove si è esibito in una discoteca alle ore 22 dove i biglietti costavano la modica cifra di € 30,00.

E poi sullo stesso sito di Sfera di evince che, sempre il 7 dicembre suonava alla Lanterna Azzurra. A che ora? Alle 22.30!

Ora è evidente che da Rimini, anche con la Ferrari che lui sfoggia nella propria pagina, non si arriva ad Ancona in 30 minuti, tanto più che aveva un concerto alle 22; e immagino pure che per chiedere di pagare 30 euro, almeno mezzora di filosofia teoretica-musicale la doveva sfoggiare, no?

Quindi, lui era consapevole che il 7 dicembre faceva 2 serate in una, e avrebbe preso due cachet in una stessa sera.

Bello vero?

E noi vecchi promoters, che per farne uno, abbiamo bisogno di tutto il giorno, montare quel che serve, provare l'impianto, montare gli strumenti, accordare il pianoforte, poi fare il soundcheck con gli artisti, spesso con ritardo, magari un fruscio di troppo, un ampli che va in tilt, un tasto del piano che cala di tono ... E allora si arriva qualche volta a stento all'orario di inizio.

Eccoli qui, invece, gli artisti del futuro, quelli che fanno breccia nella testa dei nostri figli (qualcosa abbiamo sbagliato anche noi) che nell'arco di 8 ore fanno una presentazione a Milano e due concerti a Rimini e Ancona.

A loro non serve provare, arrivano, montano un mixerino, due basi e via.

Comunque fin qui nulla di male. Ma c'è un "ma" e di questo "ma" Sfera era cosciente: sapeva che mai e poi mai il concerto ad Ancona sarebbe iniziato alle 22.30.

E allora perché? E' strano ma sul suo sito c'è il prezzo del biglietto di Rimini ma non quello di Corinaldo.

Perché l'ingresso, diciamolo, era fintamente gratuito, ma bisognava avere un buono consumazione da spendere dentro la discoteca, il cui valore statene certi, equiparava il costo di un biglietto.

E così, per più di due ore, un migliaio di ragazzi è stato tenuto a forza dentro quella discoteca, a ballare e bere.

Ballare molto e bere molto.

Ed erano tutti minorenni, in attesa che il tipo con i brillantini sui denti, incassasse il suo primo compenso a Rimini e arrivasse lì per incassare il secondo. A che ora? Diciamo oltre la mezzanotte?

Sfera sapeva benissimo della minchiata scritta sul suo sito dei due orari (22.00 a Rimini e 22.30 a Corinaldo ), nel senso che sapeva benissimo tutto.

Ora cercare di dirottare tutte le colpe sul giovane inconsciente che ha spruzzato lo spray al peperoncino (che non ha comunque alcuna giustificazione) sarebbe fuorviante.

Le misure di sicurezza sono pensate proprio ipotizzando tutto quello che può accadere, compreso l'azione di un incosciente.

Ma i famelici , organizzatori e simil-artisti, hanno tutte le colpe. E Basta.

di Pompeo Benincasa



Angeli di marmo (fonte della Rete)


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