Sotto Il Vulcano


Giuseppe Apa e la visione, collettiva, sull'Oriente

Consueta grande partecipazione all'appuntamento annuale proposto dall'organizzatore catanese che ama l'arte e la bellezza

Lunedì 03/12/2018



CATANIA - Cronaca di un successo annunciato, quello di Giuseppe Apa e del suo, personalissimo, "Oriente", una collettiva che ha messo in mostra diversi lavori e realizzazioni di pittori e scultori non soltanto catanesi immortalati nel mirino di Massimo Pantano.

La sera dello scorso venerdì 31 novembre oltre duecento persone - che in periodi di magra per le rappresentazioni artistiche così come per gli eventi che non siano prettamente ludici sono un numero di partecipanti considerevole - hanno affollato i locali della storica Palazzina della Società Elettrica disegnata dall'architetto Fichera nel 1904 in piazza Trento, 12 a Catania.

Questo breve articolo vuole essere l'equilibrato tributo a tutti coloro che, partecipando, ci hanno creduto.

Per due settimane vicini di casa, anzi di più, a condividere i due piani contigui in una serrata attività di produzione letteraria, sociale, fotografica, artistica.

Apa, coi suoi compagni d'arte, è stato e continuerà per tutta la prossima settimana l'inquilino della struttura che ospita anche la redazione, e ufficio di rappresentanza, di Sotto il Vulcano intitolato all'artista, e grande amico, Enzo Apicella: laddove, appollaiati sull'accogliente soppalco, operiamo assieme al foto giornalista Dario Azzaro e alla sua assistente Francesca per la crescita del nostro progetto di ritratti #095FacesInSicily che sarà anche una grande mostra espositiva nel 2019.

In esposizione dipinti su tela, sculture e opere di: Giuseppe Apa, Pia Bellissimo, Ilaria Blanco, Gaetana Barbagallo, Tiziana Bonaccorsi, Maria Grazia Coco, Andrea Di Pasquali, Emandrea, Natali Ferrary, Domenico Francavilla, Milena Giustolisi, Anastasia Guardo, Vito Guardo, Giusy Grasso, Miriam Innoceta, Giuseppe Inserra, Ivana Litrico, Elena Lucca, Francesca Malavigna, Katya Marchese, Guido Nardo, Rocco Paci, Gabriella Privitera, Francesca Privitera, Gaetano Puleo, Giuseppe Ranno, Anna Rondine, Antonio Signorello, Rosaria Speranza, Giusy Zuccarello.

Critici d'arte: Raimondo Raimondi, Rita Marta Massaro con interventi di Teresa Micarelli, Francesca Privitera e abiti di Dario Schifano oltre che Speranza e Litrico.
Presenta la serata Francesco Ricca. Madrina dell'evento Marzia Sciluffo.

In primo piano i kimono che ben rimandano all'Oriente dal punto di vista squisitamente culturale oltre che, visivamente, per ciò che l'indumento rappresenta nella sua eleganza di seta dipinta e nella sua accezione culturale. In voga in gran parte del fascinoso oriente questo celebre capo d'abbigliamento - qui indossato da avvenenti signore - è stato portato alla ribalta grazie, soprattutto, alla cultura cinese e giapponese a partire dalla metà dell'800 e per buona parte del secolo scorso. Questo avvenne grazie ai rapporti culturali, politici e alla stessa storia che in tante, non sempre pacifiche occasioni, ridusse le distanze tra gli Stati favorendo molti incontri tra la cultura orientale e quella occidentale.

Oggi, i kimono, anche leggendo le note dell'Ambasciata del Giappone a Roma, sono sempre vestiti preziosi e importanti ma non si vedono spesso indossati per le strade delle megalopoli nipponiche; essi restano più riservati alle cerimonie e alle feste più importanti e tradizionali, matrimoni inclusi.

di Marco Spampinato



La gioia di Giuseppe Apa abbracciato a due ospiti della serata (foto Massimo Pantano 2018)

la mostra collettiva Oriente aperta al pubblico venerdl 31 ottobre (foto Massimo Pantano 2018)

Un momento della esibizione di body painting all'interno della kermesse (foto Massimo Pantano 2018)


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