Sotto Il Vulcano


Recupero dei Beni Demaniali marittimi la Regione Siciliana indice il bando

Presentato a Palermo dal Presidente Nello Musumeci e dell'assessore Toto Cordaro il piano che prevede il rilancio di 52 beni immobili di proprietà dell'ente

Giovedì 29/11/2018



PALERMO - Si punta al pronto recupero dei "Castelli sul mare", così la Regione Siciliana, su volontà del presidente Nello Musumeci e dell'esecutivo di Palazzo d'Orleans ha deciso di concedere in concessione i beni immobili che ricadono sul demanio marittimo.

L'annuncio nel corso della conferenza stampa indetta e tenutasi mercoledì 28 novembre davanti al presidente della Regione Nello Musumeci e all'assessore al Territorio e Ambiente Salvatore - Toto - Cordaro, con il direttore del dipartimento Giuseppe Battaglia.

Nel corso della conferenza sono stati illustrati i contenuti del bando in preparazione per essere pubblicato entro i primi di dicembre.

52 i beni individuati e censiti: 12 in provincia di Trapani, 8 nella provincia di Palermo, 9 in quella di Messina, 8 in quella di Catania e in ugual numero in provincia di Agrigento, 5 in provincia di Caltanissetta, uno in provincia di Siracusa come uno in provincia di Ragusa.

Tra i luoghi più noti, il rudere del castello della Falconara, a Butera, in provincia di Caltanissetta, la Torre Pozzillo a Cinisi, nel palermitano. La durata della concessione è stata fissata in un periodo assai variabile che va dai 6 ai 50 anni.

"Si tratta di un patrimonio che fino a qualche anno fa non costituiva oggetto di attenzione da parte della pubblica amministrazione né dello Stato né della Regione - ha specificato Musumeci -. Oggi non sappiamo quanti sono i beni marittimi della Regione e se non avessimo avviato con il nostro dipartimento una ricognizione, oggi non potremmo dirvi che ne vogliamo cominciare a recuperare 52, quelli individuati. Continueremo a lavorare grazie agli archivi, ai comuni e alle ex Province che ci segnaleranno gli edifici nei territori per capire quante sono le costruzioni realizzate sulla costa, un tempo funzionali e oggi abbandonati, costituendo testimonianza di degrado ambientale e culturale".

"Alcuni di questi beni - ha aggiunto il presidente della Regione Siciliana - rivestono una importante testimonianza storica: sono torri di avvistamento, edifici del '600 e del '700, ma anche ex caserme della Guardia di finanza; altri sono ex edifici industriali e altri ancora veri e propri ruderi. Dobbiamo salvaguardare i fabbricati, riqualificare le aree di pertinenza, valorizzarli, destinarli ad attività compatibili, attività turistiche e commerciali. In questo modo, si avvia non soltanto un recupero del degrado ambientale, ma anche un incremento delle entrate erariali. Abbiamo immaginato anche la possibilità di renderli compatibili con le attività di stabilimenti balneari, attività legate agli sport, bar e ristoranti, noleggio imbarcazioni e natanti, attività legate alla nautica e al diporto, attività artigianali, punti di ormeggio e ricovero per imbarcazioni".

Così la politica che amministra, in Sicilia, si rivolge alle imprese e agli operatori per riqualificare i beni, patrimonio immobiliare, censiti.

Per manifestare l'interesse gli operatori interessati dovranno presentare un progetto e ci sarà tempo tra i 60 e i 90 giorni per l'assegnazione del bene.


di Marco Spampinato



Il Castello di Falconara a Butera, uno dei 52 beni immobili previsti in concessione (fonte della Rete 2018)


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