Sotto Il Vulcano


James Brandon Lewis quartet feat Anthony Pirog al MA di Catania

Lunedì 19 novembre la prima di quattro serate, di fila, in musica praticamente sold out. Forza e passione di Catania Jazz

Lunedì 19/11/2018



CATANIA - Incontro Pompeo Benincasa per un tardivo caffè alla Power Station di Sotto il Vulcano nella Palazzina dell'Energia Elettrica di piazza Trento, 12 a Catania e quel che sento mi rattrista ma non mi sorprende. "Certo che li ho letti i due articoli di Mariagrazia Miceli sulla nostra rassegna - risponde lesto alla mia iniziale domanda - li ho letti e mi sono piaciuti...anche perché sono gli unici! - e prosegue - La vuoi sapere la vergogna di quest'anno? Non solo, di solito, la stampa locale non si interessa di Catania Jazz ma, stavolta, siamo riusciti a ottenere il massimo; difatti dell'apertura della stagione non ha scritto nessuno dei tre quotidiani siciliani".

Difatti. L'autoironia e il sarcasmo, due compagni di viaggio che, a dosi massicce salvano tanti siciliani che potrebbero prendersi tanto sul serio, magari finendo con l'errare.

Catania: passa Mike Westbrook con la sua Uncommon Orchestra e fa una esibizione da antologia al teatro ABC di Catania ma nessuno scrive dell'apertura, badate bene, della XXXVI stagione concertistica di "Catania Jazz" (non la prima, la seconda e nemmeno la terza) mentre lo stesso artista, gli stessi co-organizzatori, lo portano sul palco di Pesaro (cittadella deliziosa ma non grande, e porto di mare, come Catania) e al Corriere della Sera (non La Sicilia, Il Giornale di Sicilia o La Gazzetta del Sud, con il dovuto rispetto) gli dedicano una pagina! Solo che, poi, finisce che quel concerto risulterà essere, per una imprecisione, la prima europea del grande Westbrook e di Catania, e del teatro ABC, a livello nazionale, non arrivano neppure le più flebili tracce.

Logico, no?

Assurdità da una città strana, superficiale, stravagante, a compartimenti stagni, a gruppi contrapposti e oppostamente infastiditi dai dirimpettai dove l'arte, e la cultura, non muoiono mai del tutto ma subiscono inverecondi e sconcertanti trattamenti anche dai giovani (editori, giornalisti) che finiscono, immancabilmente, col comportarsi peggio dei vecchi che, in sordina, quasi nascostamente, apostrofano e infamano chi da mesi chi altri da decenni.

E dire che, con Pompeo, non è che, magari, si sia mai giocato a pallone nella stessa squadra ma una cosa - dopo il caffè di stamane - mi è stata subito chiara: sarà lui l'uomo di copertina di "Sotto il Vulcano" n.101 il prossimo febbraio 2019 non foss'altro perché, dopo circa mille concerti capaci di farci sognare, dopo aver portato all'ombra del vulcano - ma non solo - Dizzy Gillespie, Dave Brubeck, Massimo Urbani, John Scofield e tanti, troppi, altri, quest'uomo - col suo gruppo - si merita una menzione speciale. Ne ha pieno diritto.

A maggior ragione perché non ha un carattere "facile", magari reagisce, ogni tanto gli esce un "rito scozzese" o un francesismo e, si capisce, per conseguenza, antefatto o tragica fatalità in tutto questo non ha un euro di contributo da Comuni (oggi a mal partito ma spesso sempre pronti a sostegno di rassegne o concerti altrui) e dalla stessa Regione Siciliana.

Ma "Catania Jazz" è storia ed eccellenza assoluta. E lo scrivo da musicista, cittadino, giornalista, editore, storico e cronista del mio tempo. Non per altro.

E noi, nel nostro piccolo, gli dobbiamo un tributo. Che gli altri continuino pure a essere, e fare, "i scecchi ndo lenzolu".

"Il miracolo - scrive Benincasa, ahi noi, dal suo profilo di FB - è riempire una sala da 200 posti per 4 sere di seguito con la stessa band. Senza una locandina, un manifesto, un articolo di giornale (e qui ti sbagli un po', caro Pompeo). E nel Sud dell'Europa!
Questa è Catania Jazz al MA che inizia oggi, lunedì 19 novembre. Se volete ascoltare questo talento della nuova scena afro americana, qualche biglietto è disponibile solo oggi, lunedì 19 novembre alle 21. Ma se diciamo qualche biglietto vuol dire proprio, e soltanto, qualche biglietto".

Così arriviamo a James Brandon Lewis, tenor saxophone, che scende al Ma - locale di culto a due passi dal Castello Ursino in piazza Federico II di Svevia, a Catania, facendosi accompagnare da un asso della chitarra qual è Anthony Pirog.

Lewis è quello di "Days of free man" che reputo un capolavoro e che andrebbe ascoltato pure da chi non mastica del tutto il genere musicale in questione.

Quattro serate di fila da lunedì 19 a giovedì 22 novembre con il pre annunciato tutto esaurito. Quasi tutto perché pochi biglietti ancora ci sono a dispetto di una campagna abbonamenti che sancisce l'importanza dell'appuntamento che lega il nome di Benincasa, e della sua rassegna alla "città sotto il vulcano".

Chi avesse la tenacia, e la voglia di provare, dovrebbe farlo. Magari saprà regalarsi una eccitante emozione.


di Marco Spampinato



James Brandon Lewis in scena al MA per Catania Jazz (fonte della rete)


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