Sotto Il Vulcano


095. Faces in Sicily: il ritratto nel nostro nuovo progetto per immagini

Attraverso l'obiettivo del foto giornalista Dario Azzaro metteremo a fuoco centinaia di volti che popoleranno il nostro ultimo, visionario, libro. Con mostra ed eventi culturali collegati

Venerdì 16/11/2018


CATANIA - Quello tra Sotto il Vulcano e l'arte della fotografia è sempre stato un amore autentico.

Quando, per i primi 20 anni della nostra storia editoriale e giornalistica, iniziammo a scrivere arrivando ai riscontri che, da qualche lustro, possiamo vantare - da giornalisti, autori, coi nostri semplici ma reali contributi alla causa eravamo, e decidevamo di essere: parchi, generalmente scevri da eccesso di protagonismo; anche i più esperienti - e quotati - tra noi lo erano.

I fotografi, foto giornalisti in appresso, invece, rappresentavano l'estro, erano gli artisti e, in qualche modo non discutibile o antipatico, risultarono, già allora, quasi come dei veri e propri privilegiati. Al principio presenziando più assiduamente a pranzi e cene, quindi coi viaggi - a loro offerti in cambio di foto reportage -, quindi regolarmente saldando le loro fatture e ritenute d'acconto essi risultarono, tra tutti noi che invece scrivevamo, gli unici a essere remunerati. Talvolta anche lautamente.

L'esperienza di Sotto il Vulcano, per certi versi e considerando il periodo storico del quale scrivo (dall'inizio degli anni '90 dello scorso secolo al 2013) rappresentò un unicum, soprattutto per Catania e la sua provincia se vogliamo escludere quello che, pragmaticamente più incisivi e presenti nel territorio da molto più tempo, potevano offrire i quotidiani regionali - o, in meglio e solo per alcuni "eletti", i periodici di livello nazionale - pur richiedendo un impegno continuativo e uno sforzo ben maggiore in cambio di quasi nessuno spazio per la creatività di questi amanti dell'immagine.

Questo ci ha portato a distinguerci, come rivista, anche perché le immagini stesse desideravano narrare - sin dai nostri inizi, una storia o porre l'accento su una interpretazione profonda e, anche quando esse non erano per nulla studiate o realizzate allo scopo di "dare un pugno nello stomaco" o sconquassare il comune senso del pudore, dovevano risultare molto più che, semplicemente, accattivanti o ben fatte.

"Sant'Agata attraverso gli occhi dei catanesi" fu il primo libro fotografico che mise sugli scudi Antonio Parrinello, Francesco Troina e Fabrizio Villa. Era appena il 1994 e io ero un editore di 26 anni con, all'attivo, già un bell'avvenire dietro le spalle.

Il luogo che ospitò quella mostra, di successo, legata al libro era quello che oggi risponde a Catania al nome di Palazzo della Cultura (Palazzo Platamone) e che era stato fino a qualche decennio prima, un monastero dal notevole chiostro.
Abbandonato dai monaci e passato a essere un bene amministrato dal Comune, restò deserto fino a divenire, occupato solo in parte ma per anni, il deposito dei mezzi della nettezza urbana del Comune di Catania.
Lo sconcio era stato riparato proprio all'inizio di quel 1993 che precedette di pochi mesi il nostro evento, l'impegno civico e la voglia di fare di alcuni consiglieri comunali (e penso al nostro pilastro editoriale Luciano Zuccarello) fece sì che da ricovero dei mezzi dei netturbini quel luogo tornasse a rivivere con più degne, e rispondenti prospettive.

Ci tornammo, di nuovo e tante volte al Palazzo Platamone a fare cultura, anche coi disegni di Enzo Apicella, ma fu con "Sicilia al gusto di caffè" che, nel 2012, un nuovo progetto editoriale nato dalla mia fantasia al servizio di un obiettivo concreto divenne una esposizione per immagini e, in quel caso, la mostra degli scatti di Dario Azzaro capace di immortalare alcuni tra gli chef di riconosciute capacità (anche "stellati" Michelin) di Sicilia.

Il progetto venne sposato dai tipi de "Le Soste di Ulisse" e realizzato grazie al sostegno e all'entusiasmo della famiglia Ballato quando questa rappresentava con Viba Vending un riferimento di rilievo per i prodotti Lavazza nel vending dell'isola.

Appena un anno prima, nel 2011, avevamo dato alle stampe il libro su Sant'Agata del giornalista Nino Urzì, ricco di immagini e fotografie che lo resero un prodotto da "tutto esaurito" nelle librerie del capoluogo etneo.
Oggi quel progetto che riguarda la santa patrona della Città di Catania torna d'attualità e viene sposato dalla vicina Malta con la simpatia mostrata anche dalla Presidente della Repubblica nel corso della recente kermesse libraria nell'Isola dei Cavalieri. Non solo il libro ma le immagini su sant'Agata, fotografie di Davide Anastasi, di nuovo di Fabrizio Villa (anche dall'elicottero) e di altri che ci permisero di dedicare alla festa religiosa, e all'evento folcloristico, anche uno speciale di "Sotto il Vulcano" con copertina dedicata grazie a un dipinto commissionato al valente Maurizio Citti.

In questi anni, quindi, una nostra prerogativa è stata, con naturalezza e costanza, il "fare".

Bisognava distinguersi dai professionisti dei discorsi seriosi, dagli imbonitori delle vendite farlocche o dai fortunelli delle iniziative culturali "impiattate" dalla politica compiacente e generosa in sovrabbondanza.

Nel 1996 avevamo già fotografato i quartieri e messo in mostra gli scatti di Dario Azzaro e Francesco La Terra anche nelle chiese come alla Porta Ferdinandea. Doppia esposizione pre e post pasquale con migliaia di visitatori pur senza libri, purtroppo.

Col professore Aldo Vinciguerra, nel 1998, abbiamo avuto l'onore di far conoscere la sua Sicilia rurale, tra usi e costumi quasi - se non del tutto - scomparsi attraverso scatti storici di rara descrittività realizzati soprattutto durante quelle domeniche in cui il celebre chirurgo catanese si alzava ben prima dell'alba per scoprire luoghi e tradizioni spesso in sella a una Vespa della Piaggio, preziosa quanto la sua macchina fotografica.

Quindi arriviamo al 2018 con, in prospettiva, il 2019. E non "mangiamo chiacchiere" ma, senza aver perso un'oncia di entusiasmo, ci rimettiamo al lavoro con rinnovata verve.

Magari non si inventa nulla, lo so, ma di certo continuiamo il nostro percorso.

Con questo presupposto ho ripreso un mio sogno riposto nel cassetto delle cose da fare che era il 2011 e lo sto rendendo reale anche con l'apporto e il sostegno della squadra di collaboratori che è parte della rete che anima "Sotto il Vulcano" 2.0.

"095 - Faces in Sicily" è il titolo del libro, con mostra e tanto altro, nel quale i protagonisti saranno proprio i componenti della redazione, assieme a centinaia di altri (avete letto bene: centinaia).

Un'occasione per sviluppare un progetto che gira attorno alla vera ottica e l'obiettivo che tutto vede.

Nella Power Station di Sotto il Vulcano, in piazza Trento 12 a Catania, passeranno le vite, e le storie, dei volti che popoleranno il libro e tanto altro.

Così come è stato, diverrà.

E allora la sensazione che ho è quella sulla quale mi sono confrontato con l'amica Conci Gulino di Runway Communication alla quale ho specificato che, seppur dopo diversi decenni, lavorando sui progetti che pongono il brand di "Sotto il Vulcano" al centro, riusciamo sempre più a mettere grandi distanze tra i millantatori e gli spregiudicati che offendono anche questo territorio e parlano (spesso a vanvera e quasi sempre a sproposito) unendoci, invece, a quegli altri del "blocco" opposto che, con umiltà, serietà - ma anche con grande concretezza - corrono a raggiungere, e superare, obiettivi che, per modestia, avevano soltanto lambito nei progetti, e nei programmi, esplicitati - per iscritto, in video, su supporti e documenti tangibili e storicamente databili - poco tempo prima.

Io so chi sono. E, in questo caso più che nei precedenti, so chi siamo.

Dall'onestà intellettuale e dal pragmatismo al servizio di creatività e buone, semplici idee passa la grande differenza che ci distingue rispetto agli imbonitori, agli approfittatori, e agli uomini e donne in mala fede che ancora spopolano nella Penisola italica nonostante la presenza dei social network che più di qualche evento hanno sgonfiato nei fatti e con critiche pertinenti, anche costruttive.

E adesso riempiamo le pagine del nostro sogno comune di significative immagini!

Che coloro i quali non meritano la nostra fiducia e stima continuino pure a vivere le loro vite, che il loro operare possa essere libero ma sempre ben distinto - e palesemente lontano e differente - dal nostro.

Per rendere 095 - Faces in Sicily un progetto sostenibile, e infischiandocene di sostegni e sponsorizzazioni che potrebbero non arrivare mai (soprattutto da parte degli enti pubblici falliti, in dissesto o sempre meno interessati, nei fatti, a sostenere realtà indipendenti) ho inteso rendere il tutto realizzabile chiedendo un minimo apporto da parte di chiunque volesse aderire al progetto.

Naturalmente, dal prossimo lunedì 19 novembre mattina continueremo ad essere operativi da lunedì a giovedì dalle 10.05 alle 12.15 e dalle 16 alle 19. Ogni venerdì fino alle 20. Sempre alla Power Station di Sotto il Vulcano nella Palazzina della Società Elettrica disegnata nel 1904 dall'architetto Fichera in piazza Trento, 12 a Catania, nostro punto di raccolta per quella energia virtuosa che ci accomuna.

Il mio progetto di libro fotografico e mostra, del quale ho curato questo primo articolo impegnerà - per la sua quarta prova d'artista con la nostra casa editrice - il foto giornalista Dario Azzaro che agli scatti dedicherà ogni mercoledì dalle 11 alle 12.30 e ogni venerdì dalle 18.30 alle 20. Una volta a regime l'attività della segreteria di edizione i giorni dedicati al progetto (sempre per 90 minuti) saranno 3 e includeranno il lunedì pomeriggio fino alla realizzazione dell'ultimo scatto previsto per aprile 2019.

Ognuno di noi è calorosamente invitato a prenderne parte prenotando il suo appuntamento (fotografico) e acquistando da un minimo di n.1 copia a un massimo di n.4 copie del catalogo.

Ulteriori dettagli sugli articoli successivi o, a voce, con chiamata diretta. Aderite numerosi, posti limitati - a poco meno di... - meglio se siete biondi perché la progettualità è atomica.

Ma anche neri, rossi e gialli sono i benvenuti.

Ci credo talmente tanto che lo compro anche io questo libro; e il fatto sarà palese.


di Marco Spampinato



SiV in piazza Trento 25 anni dopo il Numero 0. Marco Spampinato e Marilena Marino in Power Station (foto Katia Cabanè/SiV 2018)


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