Sotto Il Vulcano


Non toccare quel biscotto! Il ritorno del Cazzillo O'scuro

Dalla creatività del temibile Temistocle (Cuscunà) una creazione artigiana da dolceria capace di scatenare gusto, curiosità, polemiche e ilarità già in passato

Sabato 20/10/2018



CATANIA - Ebbene sì, lo confesso: tengo ancora delle remore! Quel biscotto non l'ho mai assaggiato. E non penso neppure che lo farò prossimamente anche se va molto in voga, mi dicono e, al contempo, noto senza filtrate informazioni.

Non c'entra la filosofia greca; può anche starci quel pizzico di curiosità da parte mia ma, talvolta, la stessa passa in secondo piano e questa, pare, confermarsi come una di quelle occasioni.

Però sarà buono, non c'è dubbio, quindi gustoso, conoscendo soprattutto la tradizione di un bar (Dolcezza) che, a Catania, misura la propria vita ed esperienza, e apprezzamento da parte degli avventori e commensali in decenni.

E poi è ricoperto di cioccolata!

E non si discute la bravura di Temistocle Cuscunà che, dalla cucina, si impegna - indaffarato e sorridente - con primi, secondi, dolci, pezzi di tavola calda della tradizione siciliana, gelati, granite, pezzi della nostra rinomata colazione, per di più con una crema che, a mio avviso, è una delle migliori tra quelle proposte in città (provate il cornetto farcito alla crema, se non ci credete; anche pensando a Lino Banfi e a Edwige Fenech, Gianni Cavina e Milena Vukotic che male non vi fa).

Ma quel biscotto, non lo so, non riesco ancora a ordinarlo. Preferisco altro, per l'inzuppo e, solitamente, è pratica che dedico alla beata quiete casalinga, una questione - e una scelta - di riservatezza.

Forse, questa certa ritrosia, è da considerare per il rimando - evidente e sfrontato - al membro maschile, per di più nero e ben teso e con scritte sovrapposte e dedicate (bianche ovviamente).

O, anche solo di riflesso, la scelta del non assaggio è legata all'indiretto ricordo di quella (trita) polemica che una giornalista della locale Telecolor mi fece, senza minimamente filtrare la sua veemenza, intervenendo sulla pagina del mio profilo di Facebook dove avevo appena postato l'articolo, anche allora, scritto e pubblicato su sottoilvulcano.net. Peraltro era l'antivigilia dell'8 marzo, per cui: apriti cielo!

Non saprei.

Di certo con l'avvento di ottobre, e indirizzandosi verso novembre, il temibile Temistocle (uno del quale posso dire "ficimu a scola assemi") riparte senza remore e come ogni anno di questi tempi con la produzione dei "Cazzilli".

Sarà che più ci si avvicina al Giorno dei Morti e più, per contrapposizione, si pensa ai vivi, alle loro inclinazioni, piaceri, emozioni e speranze. E, alludendo alla cioccolata, resto ancora sospeso a riflettere su cosa spinge la gente al loro consumo goloso o a indignarsi per qualcosa che potrebbe solo minimamente sfiorare il comune senso del pudore.

Così si ribadisce l'ironia istrionica di un dolciere che si è ritagliato una proposta del tutto unica e singolare. Un biscotto, visto più volte, che signore - ma anche qualche signore - di tutte le età inzuppano volentieri (nel cappuccino, nel caffè e latte e pure nel tea) e che, più volte nel corso della settimana viene ordinato a multipli di 500 grammi per eseguirne spedizioni in Italia e all'estero.

Ovviamente Catania non è Parigi e via Vincenzo Giuffrida non è Pigalle e nemmeno la rue Bastogne; così un biscotto a forma di cazzo al cioccolato può urtare determinate sensibilità, o storiche posizioni fondate sulla pratica dell'ipocrisia e sul culto dell'indifferenza ai problemi più seri.

Peggio per costoro, salottieri di una città che non ha neppure più, da un pezzo, i salotti discreti (ché quelli "buoni" furono soltanto di Roma o Milano o Palermo al tempo dei Florio).

Per l'altra stampa catanese, falsa e cortese, banale e intrisa di finta moralità, e, anche per questo, pronta al rossore, non saprei. Neppure mi importa.

Magari qualcuna o qualcuno si lamenterà anche in questa occasione; possibilmente, come già avvenuto, per immediato contrappasso il capo servizio - o direttamente l'editore - comanderà la stessa giornalista di curarne un servizio di colore per la televisione locale già il giorno dopo quello che sarà ricordato come l'ennesimo, improvvido, intervento.

Per chi volesse, e potesse, andate pure ad assaggiare il Cazzillo del bar Dolcezza, da Cuscunà; e poi, magari, fateci avere la vostra opinione.

di Marco Spampinato



L'inverecondo Cazzillo, il biscotto al cioccolato dall'invito più che esplicito entrato nella storia dei dolci Made in Catania


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