Sotto Il Vulcano


Il mio amico Stancanelli

Quel ragazzo vivace che portava la telecamera a spalla. Un commiato di Marco Spampinato in memoria di Filippo che ci ha lasciati

Venerdì 10/08/2018

CATANIA 10 agosto 2018, san Lorenzo – Si svolgeranno domani, sabato 11 agosto alle 10, nella chiesa cristiano evangelica di via Susanna (nel quartiere Cibali poco distante dalla via Sabato Martelli Castaldi) i funerali di Filippo Stancanelli, 52 anni, operatore dell’informazione, già cameraman dell’emittente televisiva catanese Telejonica venuto a mancare nella mattinata di oggi dopo pochi mesi di battaglia contro un male implacabile.

Non avrei mai potuto neppure immaginare di riprendere a scrivere, online, trattando una notizia del genere e il dolore che ne consegue e molti accomuna.

Nulla è casuale.
Questo avvenimento, oltretutto, rappresenta un segno forte.

Non è cultura ma è notizia; è esperienza, è cronaca, anche nel ricordo di un’amicizia.

È essere, oltretutto e soprattutto adesso, non cronisti ma, come tanti hanno saputo fare in questi mesi, settimane, ore, vicini alla famiglia che ha perso un figlio, un fratello, un marito, un padre.
È, semplicemente, l’ultimo saluto a un amico sincero, un sostenitore autentico anche di questa nostra esperienza giornalistica sin dai suoi albori. Perché Filippo Stancanelli è stato un uomo che all’etica, al suo “mestiere”, e nella dinamicità della sua città, ci ha creduto fino in fondo anche nei momenti più bui.

Così è.

Oltre il tempo, in un inadeguato - ma comune spazio virtuale - voglio ringraziarti, Filippo, per la semplicità e la serietà grazie alle quali ti sei distinto in questo passaggio terreno; per l'indiscutibile professionalità e per l'alta competenza umanizzate da innata modestia. Per ricordi antichi di quando eravamo giovani uomini all'avventura nel mondo dell'informazione sparpagliati e arrembanti, trafelati, di umori cangianti, mentre ci si catapultava nel cuore di centinaia di conferenze stampa, di appuntamenti da seguire, di servizi da espletare. Per quei saluti al volo con Dario Azzaro che ti urla da lontano "Hey, Stancanelli!" e tu che, più composto, telecamera a spalla, lo saluti con un sorriso: "Ciao Dario".

Gli anni non li conto più, 25, 28... chi se ne frega. Pochi per un giovane marito e padre volato via così. Di certo ricorderò i sorrisi, il tuo sguardo pulito, le colazioni e le imposizioni di diete disattese; gli amichevoli consigli e, sempre, prima e dopo tutto: sincerità e rispetto. Non educazione (quella ce la insegnano per educarci alla vita) ma il rispetto che è alla base dei rapporti umani. E poi la leggerezza: comprendere e rimboccarsi le maniche per andare concretamente avanti, parlare poco e fare i fatti, darsi da fare anche per gli altri e con la cura di trasferire meno angosce e preoccupazioni possibili alla famiglia e ai tanti che ti hanno apprezzato, voluto bene. Sei stato umile, forte, coraggioso, valoroso e hai evidenziato, mettendola in pratica, la grande fede che fino all'ultimo ti ha sorretto,. Hai fronteggiato, come meglio non si può, la sofferenza procurata da un male che ti ha portato via ai tuoi affetti in neppure tre mesi.

Ti ringrazio di tutto, caro, dolce, simpatico, onesto Filippo, continuerò a volerti bene e onorarti. Nel tuo piccolo, ma lindo passaggio qui tra noi, sei stato un esempio anche per me.






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